“Dove eravamo rimasti?”

Voglio iniziare, questo post, con una frase storica, che prendo in prestito ad Enzo Tortora. Qualcuno, molto probabilmente, non lo conoscerà e, per cultura personale, lo invito ad informarsi, su questo grand’uomo.

“Dove eravamo rimasti” perchè è da tanto che non mi faccio leggere. In breve, ho tanti “bassi”, nella mia vita. Gli “alti”, sono spariti e/o finiti e/o mai arrivati. Sono un ragazzo della generazione d’oggi: una generazione morta. Una gioventù che non ha appigli ma che, per non sembrare sanguisughe della società, sono tenuti a farsi vedere felici, col sorriso e, soprattutto, fieri di un foglio di carta (alias “diploma/laurea”) che avrebbe più utilità come carta igenica. Sono un ragazzo che si sente sconfitto dalla vita, deriso dalla “vecchia guardia” e da quelli che ti invitano a trovare iniziative nuove e che poi, gli stessi, criticano perchè “rompe le tradizioni”. Sono uno di quelli che preferisce dire “sono nato in Italia”, piuttosto che “sono italiano”. Sono quello che guarda i telegiornali e rimane senza parole. Sono, ricordando l’origine del mio nick, un essere umano che si sente alieno, in mezzo agli eventi odierni.

Ma sono anche uno che ha perso fiducia nei parenti (non nei genitori). Parenti che, nel momento di difficoltà, ti dicono “ti siamo vicini, chiamaci se hai bisogno” e, quando arriva il momento, ti liquidano con un “non posso”, “non ho tempo”, “non ce la faccio”. Sono uno che, nella discussione di uno di essi, s’è sentito dire “tu non hai ragione perchè sei giovane ed io sono più grande”. Sono quello che, nuovamente, stava per essere cacciato da casa sua, perchè sono il problema (secondo loro, ovvio). Sono quello che stringe i denti, rimasto solo con mia madre ed una persona inferma. Sono quello che sta per scoppiare, come una pentola a pressione, ma deve tenere la calma nella famiglia, perchè “il piccolo” è il più diplomatico della famiglia.

Devo resistere ad un pessimismo cosmico, che “Leopardi levati proprio”, che istiga al lasciarsi andare in un’apatia invitante ed una voglia sempre costante di dormire, per evitare di essere sveglio ed evitare di “vivere”.

Devo combattere con tutte le perdite di volontà: non aver voglia di uscire, di scrivere, di fare cose, di leggere. Gioco, per non pensare e, me ne rendo conto, non posso vivere autorelegandomi in una stanza di una casa sperduta nel nulla della campagna toscana.

Scrivo, ora, perchè ho rabbia in tutto, anche in me stesso. Rabbia nel mio non saper reagire. Solo questa ira cosmica, evoluzione del pessimismo, mi sta facendo scrivere questo post. Ma sono spinto anche dalla volontà di far sapere, a quelle persone che mi seguono, che fine abbia fatto.

Scrivo per necessità, non per voglia. Ho idee, in testa, che l’apatia non mi ha mai dato la forza di mettere in atto. Non so cosa scriverò, se manterrò le tipologie di post, se eliminerò delle categorie, o se ne farò di nuove. Forse la terza. Scriverò “a braccio”, perchè non voglio fermare il mio pensiero.

Ultimo, ma non per importanza, voglio ringraziare chi ha creduto e/o crede in me. Voglio ringraziare quelli che hanno chiesto, a me o nella loro testa, “ma che fine ha fatto?”, “ma quando torna?”, ma quando scrive un nuovo post?”. Voglio ringraziare chi scrive post e le loro notifiche, nella mia mail. Voglio ringraziare tutti quelli che mi stanno, volontariamente o meno, donando un briciolo di “pazzia”.

Potrei essere come sempre, lo stupido idiota che scrive cazzate, o acido come una serpe, pieno di veleno e d’insoddisfazione, ma sono di nuovo qui. E voglio provare a rimanere, questa volta.

Finendo di ringraziarvi, concludo il post. Lo chiudo nello stesso modo in cui l’ho aperto, chiedendolo a tutti i lettori: “dove eravamo rimasti?”

[MicroPensieri] & Musica NERD #18: Lineage 2 e quel che fu Hiroyuki

Chi era Hiroyuki? Era un umano, principalmente, senza troppi grilli per la testa. Era un fedele compagno d’avventure, oltre che un (abbastanza) competente gladiatore. Questi combattenti, erano soliti usare due spade, nelle sfide. Lottatori formidabili che, all’apice del loro percorso d’esperienza, poteva fregiarsi del titolo di “duellanti”. Hiro riuscì, in questa impresa titanica. Ma, mai, si vantò di questo: continuava la sua vita, in aiuto di quella che, ai tempi, era il suo clan. Simetteva sempre in discussione, lui: decise anche di mettere da parte, quel suo titolo, per ripartire da zero, cominciando un nuovo percorso. Posò una spada e prese lo scudo. Decise di diventare “difesa assoluta”; decise di diventare un Phoenix Knight.

Quando, una delle tante volte, andai a Lucca, trovai per caso l’artbook di Lineage 2: The Ark. Quanto mi stupii, sfogliandolo: senza volerlo, avevo creato Hiroyuki nella stessa maniera di una delle illustrazioni. Rimasi un bel po, su quella pagina.

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Ma, tornando al gioco, non c’era gioia più grande che tornare in città, dopo ogni scorribanda. Erano tante: Dion, Gludio, la bellissima Heine, la colossale Aden…! Ma nessuna di queste, riusciva a compete con l’aria di casa che ti donava Giran.

“Merchant Ships from The East” è, secondo me, la canzone più iconica di tutto Lineage 2 o, per lo meno, fin dove l’ho lasciato io.

Musica NERD #17: Metal Gear Solid

Ok: tralasciamo tutte le cose che stanno succedendo, tra Kojima e Konami. Non dico che non m’interessi, anzi… ma dico che, per me, la saga s’è conclusa al quarto capitolo.

Metal Gear Solid è, per farlo capire, come un film di Tarantino nel palcoscenico globale: sai gia che sarà una bomba. Hideo è riuscito a portare, nelle case di tutti, un capolavoro di epicità. E, un poco come le mode di quando sei bambino, te le porti nel cuore.

Ci sono moltissimi pezzi, della saga di MGS, che rimangono impressi. “The best is yet to come” è sicuramente una di queste, ma… credo ce ne sia un’altra, ancora più ricordata (e smadonnata, ovviamente! 😀 )

Musica NERD #16: TBOI (Di nuovo)

Il fatto che non abbia tempo, in questo periodo, mi impedisce di fare lunghe partite. Quindi, inaspettatamente, ho ripreso a giocare a “The Binding of Isaac”, dato che è abbastanza veloce e casual game. E, ogni volta, mi meraviglio di come sia coinvolgente, la colonna sonora. Ed ora scusatemi: ho un Ultra Greed da abbattere 😀

Musica NERD #15: Crash Bandicoot 3

Poche cose interessanti, a questo E3… ma, quasi tutte, potenziali bombe H. Una di queste? Le remastered di Crash 1, 2 e 3 (tralasciando il trollaggio di Skylanders Imaginators). Una notizia che ha scosso i monti, come lo fece il reboot di Final Fantasy VII.

Quando comprai la Play Station 1, comprai anche due giochi: Hercules e Crash Bandicoot 2. Ma, il 3, mi entrò nel cuore. É per questo, quindi che posto prima questo brano 😛

Musica NERD #14: Kingdom Hearts (di nuovo)

Di Kingdom Hearts ti rimane impresso anche l’inizio. La scelta che ti viene posta, da dove attingere la propria forza. Se si vuole essere forti, impugnando una spada, se si vuole essere “saggi”, tenendo uno scettro, se si vuole essere difensori, ergendo lo scudo. E, subito dopo, la scelta più dolorosa: a cosa rinunci, dei due scartati. Il tutto in un ambiente oscuro, asetticco, pressante. La musica che ti fa sentire protetto… ma dentro ad una sottilissima vetrata, pronta a frantumarsi alla minima pressione. E si sfonderà, quella barriera, buttandoti davanti ad un mondo che non sei pronto a vedere e, tantomeno, affrontare.

Musica NERD #13: Kingdom Hearts

La prima volta che avvi il gioco, rimani stupito di come sia diverso dal solito prodotto videoludico della Disney. Il venire immediatamente catapultati in una dimensione oscura, dove la poca luce ti da la sensazione di un debole riparo… Sinceramente, dubito di aver mai visto un’opera Disney che incomincia così.

Il resto, poi, è un qualcosa di ben amalgamato: la colonna sonora è unica ed immersiva.

Potrei mettere varie, di queste perle… ma non resteranno mai, nel cuore, come la prima scena. “Simple and Clean”.